Sistemi di allerta - approfondimento

Sistemi di Allerta: quali imprenditori sono coinvolti?

A chi si rivolge la legge?

Il nuovo Testo Unico della Crisi d’Impresa introduce sostanziali modifiche al Codice Civile in tema di individuazione della modalità di conduzione dell’azienda. E’ una svolta epocale che obbliga l’imprenditore a concentrarsi sull’assetto organizzativo e contabile anche al fine di essere nelle condizioni di rilevare tempestivamente un’eventuale crisi. 

E’ opportuno da subito sgomberare il campo da eventuali fraintendimenti che potessero insorgere relativi alla norma che disciplina l’obbligo di adozione del collegio sindacale o del revisore. 

Sistemi di Allerta: quali sono i parametri minimi? 

  • 4 milioni € di ricavi,
  • 4 milioni € di attivo
  • 20 dipendenti 

Questi i parametri di soglia al di sopra della quale scatta l’obbligo di nomina. Ma attenzione, questo nulla ha a vedere con la richiesta del nuovo Testo Unico. Non esistono limiti dimensionali all’applicazione del principio di gestire l’impresa con un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile. 

I Sistemi di Allerta: quali imprenditori sono coinvolti?

Risulta utile paragonare il testo dell’art.2086 cc oggi in vigore ed il precedente testo.

Testo oggi in vigore: 

“ 1. L’imprenditore è il capo dell’impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori.

2. L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.” 

Testo precedentemente in vigore: 

“ 1. L’imprenditore è il capo dell’impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori.” 

La nuova legge introduce per tutti gli imprenditori, da quelli micro ed individuali a quelli organizzati sotto forma societaria, società di persone o società di capitali, una unitaria richiesta di operare l’impresa tramite un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato, richiesta che prima dell’introduzione della legge era previsto esplicitamente solo per le società di capitali. 

La nuova legge, pertanto, richiede uno sforzo evolutivo a tutti gli imprenditori ovvero di strutturarsi in modo tale che con il supporto di una moderna e razionale organizzazione delle funzioni aziendali, dei processi produttivi e decisionali, si abbia il raggiungimento dell’obiettivo ultimo dell’impresa. 

Tale obiettivo si può individuare nella continuità aziendale e la continuità aziendale si potrà mantenere solo se la eventuale crisi e gestita in maniera consapevole e proattiva. 

Sistemi di allerta: come raggiungere l’obiettivo? 

Solo uno strutturato sistema di controllo di gestione permette di raggiungere questo obiettivo e soprattutto permette ad altri soggetti terzi, si pensi ad un Tribunale, che in un susseguente futuro leggano le azioni intraprese e le giudichino alla luce di una ferrea razionalità basata sui numeri. 

L’inesistenza stessa di un sistema amministrativo e contabile adeguato e previsivo potrebbe proiettare automaticamente una luce sinistra sull’imprenditore che non l’ha costituita per tempo. 

Il giudizio e l’irrogazione delle sanzioni e pene sarà una conseguenza logica. 

A confermare quanto sopra, in un’ottica più ristretta della situazione di crisi debitoria, è l’art.3 del Testo Unico, rubricato ‘Doveri del Debitore’ che obbliga il debitore a rilevare tempestivamente lo stato di crisi. 

Sistemi di allerta: in conclusione 

In conclusione tutti gli imprenditori devono dotarsi di un efficace sistema di Controllo di Gestioni che sia disegnato e strutturato a misura sulla specifica organizzazione, sullo specifico sistema amministrativo e contabile. 

I sistemi di allerta sono già legge?

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