Temporary Manager: chi è, quando serve e come si diventa

Temporary Manager: chi è, quando serve e come si diventa

di Domenico Costa

Temporary manager: chi è

Il Temporary Manager è una figura di alto profilo in grado di gestire le fasi strategiche di un processo aziendale. Il Temporary management è una soluzione moderna ed efficace in cui la gestione di un’impresa o di un progetto specifico vengono affidati a manager esterni. Questa figura rappresenta una soluzione intermedia, tra un consulente e un dirigente tradizionale, di cui l’impresa può servizi per migliorare le proprie performance.
Il Temporary Management è un’attività essenziale nelle fasi strategiche dello sviluppo aziendale, sia negative come nel caso di riduzioni di personale o riassestamento economico, che positive come nel caso di una crescita delle vendite o di sviluppo di nuovi business.

Temporary manager: quando serve

L’attività primaria di un Temporary Manager è quella di definire una strategia aziendale condivisa, monitorandone l’applicazione e impostando le basi di uno sviluppo che possa durare nel tempo. L’affidamento di un incarico specifico ad un Temporary Manager consente di agire in maniera efficace nella struttura aziendale, riducendo al minimo le tempistiche per il raggiungimento dell’obbiettivo. A fronte degli obiettivi concordati con l’impresa, il Temporary Manager progetta, propone e realizza interventi operativi, per migliorare le performance aziendali e le capacità di gestione. Il Temporary Manager non si limita solo ad analizzare la situazione attuale e progettare le soluzioni necessarie, perché si fa carico di realizzare “sul campo” gli obiettivi concordati.

Il Temporary Manager non è però da confondere con un dirigente a tempo determinato.

L’attività del primo è infatti finalizzata a realizzare un progetto di cambiamento aziendale preparando al tempo stesso, la struttura societaria alla propria uscita. Il dirigente con contratto a tempo determinato invece si concentra sulla continuità aziendale, oltre che sulla difesa e lo sviluppo del proprio ruolo all’interno della stessa. È dunque il fattore tempo che distingue in maniera determinante i due profili. Tanto più sarà efficace l’attività di Temporary Management nello svolgimento dell’incarico affidatogli, quanto prima la sua presenza non sarà più necessaria. La finalità di questo tipo di manager è il conseguimento dell’oggetto del suo incarico, non il prolungamento della sua presenza
in azienda.

Temporary Manager: chi è, quando serve e come si diventa

Temporary manager: come si diventa

Il Temporary Manager è un senior project manager, oppure un ex-dirigente o top manager, altamente qualificato e motivato, che ha scelto di mettere a disposizione le proprie competenze per la realizzazione di progetti sfidanti. Per ricoprire questo ruolo non è però sufficiente essere stato un manager di successo, perché per realizzare obiettivi importanti, in tempi ragionevoli servono specifiche competenze e caratteristiche personali, prima fra tutte la capacità di gestire lo stress.

Per poter assumere un ruolo da protagonista nel cambiamento aziendale, la caratteristica fondamentale è sicuramente quella di avere un atteggiamento mentale moderno, finalizzato a “lavorare per rendersi inutile, il prima possibile”. Il Temporary Manager oltre ad avere elevate competenze professionali che gli permettono di fronteggiare diverse problematiche in tempi rapidi, deve anche possedere doti di leadership in grado di coinvolgere la proprietà e il personale aziendale nella nuova visione aziendale che il cambiamento rende indispensabili.

Conseguire risultati concreti in tempi rapidi, è un’azione che richiede esperienza in diversi comparti di mercato.

Il Temporary Manager deve essere in grado di attingere dalle esperienze passate, al fine di trasferire all’interno delle realtà aziendali in cui è chiamato a intervenire, arricchendole.

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