Leadership empatica: la chiave giusta per raggiungere la sicurezza psicologica in azienda

Un contesto lavorativo psicologicamente sicuro è un elemento cruciale per il benessere dei dipendenti e per il successo dell’azienda. Negli ultimi anni è cresciuta sempre più la consapevolezza di dover garantire ai lavoratori un ambiente in cui si sentano sicuri, supportati e liberi di esprimere sé stessi senza timori.

Leadership empatica: la chiave giusta per raggiungere la sicurezza psicologica in azienda

Un contesto lavorativo psicologicamente sicuro è un elemento cruciale per il benessere dei dipendenti e per il successo dell’azienda. Negli ultimi anni è cresciuta sempre più la consapevolezza di dover garantire ai lavoratori un ambiente in cui si sentano sicuri, supportati e liberi di esprimere sé stessi senza timori.

 

La sicurezza psicologica è definita come la percezione individuale di essere in grado di esprimere opinioni, fare domande, proporre nuove idee e assumersi i relativi rischi, senza paura di conseguenze negative per la propria carriera o per il proprio status all’interno dell’organizzazione. In un ambiente psicologicamente sicuro i dipendenti si sentono liberi di condividere pensieri ed emozioni, senza il timore di essere giudicati o penalizzati.

Già un decennio fa, il “Progetto Aristotele”, un’indagine condotta da Google per individuare i fattori determinanti per il successo dell’azienda, ha enfatizzato la sua importanza, posizionandola al primo posto della  lista dei fattori in grado di incidere sulle performance aziendali. Nuove ricerche di Boston Consulting Group evidenziano come sia strettamente correlata a tematiche che riguardano la diversità e l’inclusione: la sicurezza psicologica consente a gruppi eterogenei e generalmente a rischio di discriminazione (donne, persone di colore, membri della comunità LGBTQ+, persone con disabilità e persone provenienti da contesti economicamente svantaggiati) di raggiungere gli stessi livelli di soddisfazione dei loro colleghi che non devono confrontarsi con le stesse sfide.

Quindi, in che modo le aziende possono contribuire a  creare un ambiente di lavoro psicologicamente sicuro?

 

La soluzione è la leadership empatica

La leadership empatica è un metodo che si basa sulla comprensione e sulla condivisione delle emozioni dei dipendenti. I leader empatici dimostrano una consapevolezza delle esigenze e delle sfide individuali dei loro collaboratori, facendo in modo che si sentano ascoltati e supportati. Questo approccio è fondamentale per promuovere la sicurezza psicologica, poiché instaura un clima di fiducia reciproca.

Si tratta di una strategia che consente di sbloccare il pieno valore delle ambizioni dei lavoratori, aumentandone la felicità e la motivazione, stimolando l’innovazione e la creatività del team ed eliminando il rischio di attrito tra i gruppi più eterogenei.

Il primo passo verso la sicurezza psicologica è raggiungere la convinzione condivisa che sia possibile esprimere la propria individualità, senza paura di essere biasimati o criticati. Il raggiungimento di questo delicato equilibrio richiede una combinazione di politiche e linee guida, nonché una cultura basata sul rispetto e sull’empatia.

La vera sfida consiste nel superare alcuni stereotipi molto diffusi su questo argomento: non è corretto, ad esempio, evitare i conflitti, così come è sbagliato pensare che solamente i team in difficoltà ne possano trarre vantaggio. Tutte le organizzazioni possono trarre giovamento da un ambiente lavorativo psicologicamente ed emotivamente sicuro, considerato il suo comprovato impatto positivo sulla creatività e sui risultati.

I dati mostrano che, quando i leader adottano uno stile di leadership empatico, le performance delle loro risorse aumentano in maniera considerevole in termini di motivazione, di pari passo con la loro felicità: si sentono valorizzati, rispettati e stimolati a esprimere il loro pieno potenziale. Solo il 3% dei lavoratori è a rischio di licenziamento quando la sicurezza psicologica è elevata, rispetto al 12% di quelli con i livelli di sicurezza più bassi.

Quando questa viene a mancare, i membri dei gruppi con maggiore diversità hanno un rischio di attrito esponenzialmente più elevato rispetto agli altri. Ciò è vero, ad esempio, per il 18% dei dipendenti LGBTQ+, rispetto al 12% degli eterosessuali e dei cisgender. Nelle situazioni ottimali, invece, il divario si restringe: il rischio di contrasto è uniformemente basso (3%) per tutti.

 

I leader empatici affrontano i loro team con una mentalità di apertura, che favorisce la crescita personale e l’autenticità, mentre istituiscono processi di gestione aziendale che introducono la sicurezza psicologica nelle pratiche quotidiane, come:

 

Riservare del tempo per la condivisione

All’inizio delle riunioni, è possibile destinare alcuni minuti che danno modo ai dipendenti di condividere le loro esperienze recenti: qualcosa di nuovo che hanno imparato, un’attività del weekend o qualcosa di personale dalla loro vita. Questa pratica permette alle persone di interagire l’una con l’altra prima come esseri umani e successivamente come membri di un’organizzazione aziendale. 

 

Stimolare riflessione e autoanalisi

Bisogna fornire ai membri del team l’opportunità di riflettere sull’andamento del lavoro, prendere consapevolezza degli aspetti positivi e lasciare uno spazio dedicato a suggerire approcci per migliorare ciò che non funziona.

 

Praticare un ascolto attivo

I leader devono dimostrare un interesse genuino per le preoccupazioni e le idee dei dipendenti, rispettando le loro prospettive e rispondendo sempre in modo costruttivo ai loro stimoli.

 

Essere aperti e autentici

La condivisione aperta da parte dei leader dei propri errori e delle lezioni apprese consente alle risorse di esprimere più liberamente le proprie idee, senza timore di giudizio o imbarazzo. La rivelazione della vulnerabilità dei leader favorisce la creazione di un senso di vicinanza e contribuisce ad alleviare la tensione.

 

Valutare le idee, non le persone

Nella restituzione di un feedback, sarebbe opportuno assicurarsi che qualsiasi osservazione negativa si concentri sulla sostanza del lavoro, non sulla persona che lo ha svolto. Il riscontro dovrebbe essere orientato al miglioramento e alla crescita, piuttosto che essere punitivo e aggressivo nella critica. È altresì essenziale riconoscere ai dipendenti il loro contributo al processo, anche quando il risultato desiderato non viene raggiunto al primo tentativo.

 

Favorire la cultura del confronto

È cruciale che tutti possano sentirsi liberi di mettere in discussione le proprie idee e quelle degli altri, anche quando questo può generare un conflitto. Il dibattito, sempre quando sia aperto e costruttivo, può infatti incoraggiare livelli più profondi di comprensione e fiducia e portare alla luce gli eventuali problemi, prima che diventino più gravi.

 

Considerare il contesto culturale

I dipendenti possono provenire da culture diverse, per cui non tutti hanno lo stesso livello di confidenza nel condividere i propri ppensieri e sentimenti. I leader non possono forzare le persone ad aprirsi, anzi non dovrebbero nemmeno provarci. Al contrario, la scelta migliore è sempre la ricerca di spazi e momenti adatti alla condivisione, nei quali le risorse possano esprimersi liberamente, ma solo quando e se si sentono a loro agio.

 

Dare importanza al benessere

I leader empatici adottano sempre un approccio rispettoso nei riguardi del benessere generale dei propri collaboratori. Questo include la comprensione delle sfide personali che le risorse devono affrontare nell’ambiente di lavoro e la promozione di un equilibrio sano tra vita professionale e privata.

 

Anche se le aziende stanno compiendo sforzi considerevoli per reclutare una forza lavoro quanto più diversificata possibile, molti di questi nuovi assunti  potrebbero non sentirsi completamente inclusi, apprezzati e valorizzati. Favorire la sicurezza psicologica richiede impegno e i leader devono cercare di adottare prospettive diverse per la gestione dei collaboratori e affrontare consapevolmente eventuali tensioni che possono sorgere. 

La leadership empatica è lo strumento che permette di far emergere ogni singola voce e personalità. Un ambiente scevro da condizionamenti e limitazioni consente, non solo, di migliorare le performance finanziarie, ma anche di mantenere la promessa di costruire luoghi di lavoro equi, giusti e inclusivi.

Investire nella creazione di un contesto che promuova la sicurezza psicologica e incoraggi la leadership empatica non solo migliorerà il benessere dei dipendenti, ma aumenterà anche la produttività e la soddisfazione complessiva dell’organizzazione. I leader del futuro saranno quelli che sono in grado di abbracciare e fare propri questi principi, coltivando un clima di fiducia, rispetto reciproco e crescita collettiva.

 

In questo contesto, la rete di interim manager esperti e qualificati di TIM Management può giocare un ruolo chiave nel promuovere una cultura aziendale che valorizzi la sicurezza psicologica e favorisca la leadership empatica. Affidarsi all’esperienza di professionisti di livello è una scelta cruciale per plasmare il futuro delle organizzazioni, orientato verso un benessere sostenibile e il successo duraturo.

 

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Problemi con la gestione delle risorse finanziarie? Un CFO Interim può fare la differenza

Nella quotidianità di un’azienda, la liquidità è vitale per la stabilità e la crescita. Scopriamo come un Chief Financial Officer Interim può essere la chiave per ottimizzare le risorse e affrontare le sfide con soluzioni mirate.

 

La liquidità rappresenta la capacità di un’azienda di onorare i propri debiti e coprire le spese correnti senza compromettere la sua operatività. Si tratta di un elemento fondamentale, soprattutto quando l’organizzazione si trova nella necessità di accedere a finanziamenti esterni per sostenere progetti di espansione, investimenti in innovazione o per affrontare situazioni di emergenza

Negli incontri con gli Istituti di Credito, è d’obbligo presentare, a sostegno della pratica per l’erogazione di un possibile finanziamento, un Budget e un Business Plan almeno triennale, tra i vari materiali che compongono la documentazione. Questi strumenti sono fondamentali per prendere decisioni informate riguardo all’erogazione dei fondi; inoltre, spesso è necessario fornire, in questa fase, anche delle forme di garanzie, personali o reali.

In assenza di garanzie sull’effettiva liquidità disponibile per il rimborso del prestito da parte dell’azienda, infatti, difficilmente vengono rilasciate nuove linee di fido, pur in presenza di buoni rating. Secondo le istituzioni bancarie, l’aumento del rischio associato all’operazione finanziaria, può comportare la necessità di accantonare una quota più elevata di riserve obbligatorie. Ciò si traduce in un significativo aumento del tasso di interesse applicato all’operazione.

Pertanto, diventa imprescindibile ottimizzare le risorse impiegate all’interno dell’organizzazione. Ciò consente, non solo, di ridurre l’impiego di capitale, ma si traduce anche in minori oneri finanziari complessivi, contribuendo così a migliorare l’efficienza e la sostenibilità economica dell’impresa.

In questo contesto, l’inserimento di una figura di Chief Financial Officer (CFO) ad interim diventa una scelta vincente. Un CFO Interim è un professionista altamente specializzato che può essere inserito all’interno dell’azienda per un periodo specifico, generalmente per affrontare situazioni particolari come la ristrutturazione finanziaria, il miglioramento dei processi o, appunto, la gestione della liquidità.

Esploriamo le possibili strategie che un CFO esperto può implementare.

 

Analisi della situazione finanziaria

Il CFO Interim svolge di norma un’analisi approfondita della situazione finanziaria dell’azienda prima di prendere decisioni riguardo le azioni da intraprendere. Questa valutazione comprende l’identificazione delle fonti di liquidità e l’analisi dei fattori che contribuiscono alla nascita dei problemi finanziari.

Il primo step è quello di esaminare con attenzione tutti i documenti finanziari pertinenti, come bilanci, dichiarazioni dei redditi, flussi di cassa e altri report; l’analisi dei dati storici permette di identificare trend e pattern.

Risulta fondamentale in questa fase, anche lo studio dei margini di profitto lordi e netti e dei costi operativi nonché l’identificazione di aree in cui possono essere implementate misure di ottimizzazione e aumento dell’efficienza.

Da non tralasciare, infine, l’analisi dei rendimenti degli investimenti passati e la valutazione della redditività attesa di progetti futuri.

 

Pianificazione e gestione del Cash Flow

Il flusso di cassa, o cash flow, rappresenta l’entrata e l’uscita di denaro in un’azienda durante un determinato periodo di tempo. È la misura fondamentale della liquidità finanziaria di un’organizzazione e fornisce informazioni cruciali sulla sua capacità di coprire le spese operative e soddisfare gli obblighi finanziari.

Uno dei principali obiettivi nella sua revisione è quello di sviluppare e implementare piani che mirino a massimizzare le entrate, ottimizzare le spese e garantire una distribuzione efficace delle risorse finanziarie per affrontare le esigenze immediate. E’ fondamentale elaborare previsioni di tesoreria accurate, che offrono la possibilità di valutare l’andamento prospettico della cassa, permettendo di segnalare con congruo anticipo la presenza di tensioni finanziarie.

 

Identificazione di fonti di finanziamento

In collaborazione con la direzione aziendale, il manager si occupa di esplorare le opzioni di finanziamento alternative a quelle utilizzate in passato, con l’obiettivo di migliorare la liquidità. Questo potrebbe includere la negoziazione di linee di credito aggiuntive oppure, qualora non si volesse ricorrere a nuove forme di indebitamento, una soluzione potrebbe essere la ricerca di nuovi investitori strategici che inseriscano capitale fresco in azienda.

Alcune opzioni di finanziamento possono coinvolgere investitori esterni, istituzionali o privati, che forniscono capitale in cambio di una quota di proprietà dell’azienda, come nel caso dei Private Equity.

 

Creazione di una reportistica finanziaria

Una comunicazione trasparente è fondamentale, soprattutto in periodi di crisi. È opportuno che il CFO sviluppi report chiari e comprensibili per la leadership aziendale e gli stakeholder esterni, finalizzati a fornire una panoramica accurata della situazione finanziaria e delle azioni intraprese per migliorarla. Il quadro complessivo va monitorato costantemente, apportando aggiornamenti continui alle strategie in base alle nuove informazioni. Una visione chiara è essenziale per adattarsi alle mutevoli condizioni del mercato e reagire nel modo più corretto possibile.

 

Implementazione di azioni correttive

Basandosi su queste analisi approfondite, il CFO propone e implementa misure le opportune azioni correttive mirate ad affrontare e superare i problemi riscontrati, come quelli molto frequenti legati alla liquidità. Ciò potrebbe includere la ristrutturazione del debito, la cessione di attività non essenziali o la revisione delle politiche creditizie.

Una ridotta disponibilità di liquidità, qualora fosse temporanea, può essere gestita semplicemente agendo sulle scadenze dei pagamenti.

Di fondamentale importanza, infine, è l’impegno nella rinegoziazione dei contratti con fornitori e creditori per migliorare i termini e le condizioni finanziarie. 

Un’ulteriore area di rilevante impiego di risorse è quella del capitale circolante, che rappresenta la differenza tra le attività correnti e le passività correnti di un’azienda. Le prime rappresentano gli elementi di valore economico che sono convertibili in denaro nel breve termine, di solito entro un anno; ciò comprende contanti, crediti verso clienti, investimenti a breve termine e altri asset che possono essere liquidati rapidamente. Per le seconde troviamo, invece, gli obblighi finanziari e le passività che devono essere soddisfatti entro un anno; queste possono includere debiti commerciali, pagamenti dovuti a fornitori, prestiti a breve termine, tasse e altri impegni finanziari a breve scadenza. A entrambe si aggiunge la componente del magazzino.

Attraverso un approccio strutturato è possibile ridurre in modo significativo il suo depauperamento, riducendo la dipendenza da aumenti delle linee di credito e, parallelamente, abbassando gli oneri finanziari complessivi.

 

Il ruolo chiave del CFO Interim

Il lavoro dell’Interim Manager, in questo caso del Chief Financial Officer a tempo, passa innanzitutto per un possibile cambiamento culturale che coinvolge l’azienda. È solo dopo, o comunque in concomitanza, che vengono introdotti nuovi processi e vengono migliorati quelli già presenti. Ogni scelta in grado di impattare sull’azienda, dalla tesoreria ai rapporti con l’esterno, necessita di un’attenta valutazione che coinvolge tutti i livelli gerarchici.

La natura temporanea dell’incarico consente una flessibilità tale da permettere al CFO Interim di concentrarsi sulle esigenze dell’impresa, senza vincoli a lungo termine, adattando tempestivamente  le azioni e i piani alle situazioni contingenti. Può rivelarsi la mossa giusta per affrontare le sfide finanziarie, garantendo non solo la stabilità operativa ma anche la massimizzazione delle opportunità di credito (Debt advisory).

TIM Management offre soluzioni su misura e un team di CFO Interim altamente qualificati. L’approccio flessibile e l‘esperienza specifica dei suoi professionisti nel settore finanziario rappresentano un valore aggiunto per le imprese che cercano di ottimizzare la gestione della liquidità

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